Una storia da incubo, la vita / Una historia de pesadilla, la vida

[IT/ES]

Praticamente ho sognato che era il mio compleanno, compivo 35 anni, gli adolescenti mi chiamavano “signora”, alcuni impropriamente “milf” , e il resto delle persone si rivolgeva a me dandomi del lei. L’incubo peggiorava quando scoprivo che le elezioni in Spagna le aveva vinte il PP, che l’Inghilterra aveva lasciato l’Europa e che Bud Spencer era morto ma Adinolfi no. E poi le elezioni americane, l’Isis, gli attentati, i rifugiati, i morti, il sangue, i vegani, la tristezza, rete 4, le doppie punte.

Al che, appariva un unicorno. Al suo fianco, Gesù che camminava sopra lo smog. Mancava la Madonna, ma quella ce la metteva un tizio che passava di lì mentre parlava al teléfono con Equitalia. Poi entravo in una bar. Ordinavo un caffè ma ricevevo una sbobba marroncina con retrogusto di piscio di porcospino e allora capivo che un bar spagnolo.

All’improvviso, stavo in camera mia, seduta sul letto e guardavo intensamente qualcosa che si trovava fuori, tipo il cielo. Così uscivo per poterlo vedere meglio, per sentire sulla pelle il sole ancora caldo. Restavo in piedi nel centro della terrazza e rimanevo là ad osservare lui, sempre il cielo. Poi mi sedevo per terra all’indiana, chiudevo gli occhi e respiravo cercando di sentire ogni più piccola parte di me. Cercando di sentirmi viva.

Solo a quel punto, un piccione mi cagava in testa.

Fine.

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Manca il 3, facciamo che ne compio solo 5 allora.

Prácticamente he soñado que era mi cumpleaños, cumplía 35 años, los adolescentes me decían “Señora”, algunos, de forma impropia, “milf”, y los demás me hablaban de usted. La pesadilla iba a peor cuando descubría que en España había ganado el PP, que Inglaterra había salido de Europa y que Bud Spencer se había muerto pero Adinolfi no. Además, las elecciones americanas, el Isis, los atentados,los refugiados, los muertos, la sangre, los veganos, la tristeza, tele 5, las puntas abiertas del pelo.

Después aparecía un unicornio. A su lado, Jesús que caminaba sobre el esmog. Faltaba la Virgen, pero a ella la mencionó un tío que pasaba por allí hablando por teléfono con la Agencia Tributaria. En seguida entraba en un bar. Pedía un café pero me daban una líquido marroncito con sabor a meado de puercoespín y entonces entendía que era un bar español.

De repetente, estaba en mi habitación, sentada en la cama mirando con intensidad algo que estaba fuera, rollo el cielo. Me sentaba en el suelo con las piernas cruzadas, cerraba los ojos y respiraba intentando sentir hasta la parte más pequeña de mí. Intentando sentirme viva.

Solo en aquel momento, una paloma me cagaba en la cabeza.

Fin.