Il mare dell’oblio / El mar del olvido

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©Tina Lugo

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A volte cerco di ricordarne i nomi, le fazioni del viso, le espressioni, il modo di ridere, di parlare, di guardarmi, di accarezzarmi, di poggiare la mano sulla mia nuca e spingermela con premura verso il loro pacco, ma è tutto inutile. Per quanto continui a sforzarmi non riesco a ricordare niente.

Così ho preso carta e penna e ho decido di provare a stilare la lista dei nomi delle persone con cui sono stata a letto sino ad ora. Ho pensato che scrivere mi aiuterà a riesumare i ricordi anche se non sarà per niente facile, visto e considerato che ricordo a mala pena una decina di nomi. Che sono quelli dei tipi con cui sono stata nell’ultima settimana…
In realtà il motivo che mi spinge a scrivere questa lista è perché penso che quando si arriva a un certo numero di scopate una certà età è bene fermarsi per fare il punto della situazione e valutare se le decioni prese siano state quelle giuste o conveniva prostituirsi.

E quindi eccomi, pronta a di stilare una lista che odora di coito, sudore e vuoti di memoria che neanche mia nonna che c’ha l’alzheimer.

A veces intento recordar los nombres, las facciones de la cara, las expresiones, la forma de reír, de hablar, de mirarme, de acariciarme, de apoyar la mano en mi cabeza y empujarla con cariño hacia su paquete, pero es todo inútil. Por más que siga esforzándome, no consigo recordar nada.

Así que he cogido boli y papel y he decidido intentar redactar la lista de las personas con las que he estado en la cama hasta el momento. He pensado que escribir me ayudará a desenterrar los recuerdos, aunque ya sé que no será nada fácil considerado que me acuerdo de unos unos diez nombres, que son los de los tíos con los que he estado en la última semana…
En realidad la razón por la que estoy escribiendo esta lista es porque pienso que cuando uno llega a un cierto número de folladas una cierta edad, es mejor que se pare para hacer el análisis de la situación y evaluar si las decisiones tomadas hasta el momento han sido las correctas o si salía más a cuenta prostituirse.

Por lo tanto aquí estoy, preparada para redactar una lista que huele a coito, sudor y vacíos de memoria que ni me abuela que tiene el alzheimer.

Il primo nome è semplice, chi potrebbe mai dimenticare la persona con cui si ha avuto il primo rapporto sessuale, a parte mia nonna che alla domanda “Nonna, ma tu ricordi ancora la prima volta che hai fatto l’amore?” mi risponde “Chi cazzo sei tu? Fuori da casa mia, fuori!”.
La mia prima volta è stata con P., un ragazzetto più grande di me di due anni. Non starò a raccontare i particolari di quell’incontro perché non c’è niente da raccontare e, al di là di questo, ho solo dei flash vaghi e sfumati di quel momento e in generale del periodo che trascorsi con lui. So però che lo amavo, ci vedevamo ormai da mesi e mi sembrava la persona giusta con cui perdere la verginità. Sono stata con lui più di un anno (?), avevo compiuto da poco 16 anni quando decisi che le nostre strade dovevano separarsi.

Dopo P. è stata la volta di G.

Ah, G. mi fece perdere completamente la testa e le mutande al primo sguardo. G. è stato il mio primo vero grande amore. La nostra storia è durate circa due anni, poi si è trasferito in un’altra città per fare l’università e mi ha lasciata. Aveva capito che là fuori, lontano dalla sua terra e soprattutto da me, esistevano un botto di fighe nuovi orizzonti da scoprire ed esplorare. Dopo la nostra rottura ho sofferto a lungo, ma il tempo, si sa, aiuta ad rimarginare ogni ferita.

Il tempo inteso come cambio di stagione.

Era infatti giunta l’estate, stagione che mi avrebbe aiutato ad accellerare il processo di guarigione e avrebbe posto fine al quel dolore tremendo che sentivo fino alle viscere per l’abbandono di G.. E così eccomi ricorrere al vecchio metodo del chiodo scaccia chiodo. Quell’estate collezionai così tanti chiodi che nei tre anni successivi le ferramenta di mezza Italia venivano a rifornirsi da me. Facevo delle vere spedizioni di caccia, tipo uscivo di notte da sola, andavo in discoteca, dritta al bancone del bar e ne rimorchiavo uno, un paio o tutti quelli di cui sentivo il bisogno quella sera e me lo/li portavo a casa. Nella casa del mare ancora vuota. Poi non importa se una mattina mia madre si presenta senza preavviso e mi trova nuda nel suo letto con uno sconosciuto di 17 anni più grande di me, dientro di me, a cui penzola dal cazzo un preservativo e il pavimento della stanza è rivestito da un tappeto di preservativi con annessi laghetti di sborra e lattine di birra e cicche di sigarette e forse anche del vomito. Ecco, là è quando una madre si incazza abbestia e tu non puoi far altro che dire “Mamma, lui è Luca. Luca, lei è mia madre”.

Ovviamente l’uomo di quell’episodio non si chiama Luca, chissà qual era il suo nome… ma tanto è una storia totalmente inventata. Ricordo però che era di Sanremo, aveva i capelli riccissimi tipo afro ed era fregno.

E comunque niente, la lista per il momento rimane ferma a P. e G.

©Tina Lugo

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El primer nombre es sencillo, quién podría olvidarse la persona con la que tuvo la primera relación sexual, dejando a un lado a mi abuela que a la pregunta “Abuela, ¿todavía recuerdas la primera vez que hiciste el amor?” me contesta “¿Quién cono eres tú? Fuera de mi casa, ¡fuera!”

Mi primera vez fue con P., un chaval un par de años mayor que yo. No estaré aquí contando los detalles de aquel encuentro porque no hay nada que contar y, además de esto, tengo sólo unas imágenes desenfocadas y poco claras de aquel momento y en general de periodo que pasé con él. Lo que sé es que lo quería, nos veíamos desde hace meses y me pareció la persona idónea para perder la virginidad. Estuve con él más de un año (¿?), acababa de cumplir los 16 años cuando decidí que nuestros caminos tenían que separarse.

Tras P. llegó G.

Ah, G. me hizo perder la cabeza y las bragas a la primera mirada. G. ha sido mi primer verdadero gran amor. Nuestra relación duró unos dos años, luego se mudó a otra ciudad para ir a la universidad y me dejó. Había entendido que ahí fuera, lejos de su tierra y sobre todo de mí, existían mogollón de coñitos nuevos horizontes para descubrir y explorar. Tras nuestra ruptura sufrí durante un largo periodo, pero el tiempo, ya se sabe, ayuda a sanar cualquier herida.

El tiempo en el sentido de cambio de temporada.

De hecho acababa de llegar el verano, temporada que ayudaría a acelerar el proceso de curación y que habría acabado con ese dolor tan espantoso que sentía hasta las entrañas por el abandono de G. Y así acabé recurriendo al viejo método del clavo quita clavo. Ese verano coleccioné tantos clavos que durante los siguientes tres años las ferreterías de media Italia me tenían como proveedora. Hacía unas reales expediciones de caza, del rollo salía sola por la noche, me iba a la discoteca, directa a la barra y me pillaba un tío, un par o todos aquellos de los que sentía necesidad esa noche y me lo/los llevaba a casa. En la casa de la playa aún vacía. Luego tampoco es importante si una mañana mi madre se presenta sin avisarme y me encuentra desnuda en su cama con un desconocido 17 años mayor que yo, detrás de mí, al cual le cuelga un condón de la polla y el suelo de la habitación está cubierto por una alfombra de condones y charcas de lefa y latas de cerveza y colillas y puede que también algo de vómito. Bueno, ahí es cuando una madre se enfada a saco y tú no puedes hacer otra cosa que decirle “Mamá, él es Luca. Luca, ella es mi madre”.

Por supuesto el hombre de aquel episodio no se llama Luca, quizás cuál era su nombre… pero como es una historia totalmente inventada, da igual. Recuerdo, sin embargo, que era de Sanremo, tenía el pelo ultra rizado y estaba buenorro.

©Tina Lugo

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Dopo l’estate mi sono trasferita in un’altra città per iniziare l’università. Fino a quel momento del sesso avevo capito che mi piaceva, che mi piaceva tanto, tantissimo. Inoltre avevo scoperto di essere capace di provocare delle erezioni mastodontiche nel giro di pochi secondi senza dire o fare niente, bastava uno sguardo. Uno sguardo da zoccola invasata, certo. E mi piaceva, quanto mi arrapava fare quello sguardo e riceverne un altro in cui potevo leggere chiaramente la voglia di chiavarmi da lì all’eternità.

Con l’università è stato un sussegursi di cazzi, letteralmente. 5 anni di esami, viaggi, alcohol, droga e penetrazioni, con qualche intervallo saffico – che consiglio a tutte le donne di sperimentare ma mai con la donna del vostro migliore amico ché poi fa l’offeso e non vi presta più il motorino. Ad ogni modo non tutte sono state storie da una notte e via, con alcuni/e ho avuto relazioni di settimane e incluso mesi e con quattro di loro mantengo tutt’oggi un rapporto d’amicizia, perciò ne ricordo perfettamente i nomi e i volti, A., S., G. e C., ma solo perché l’amicizia implica doversi ricordare i nomi e i volti dei propri amici, non perché io voglia. Invece i nomi del resto delle persone che in quegli anni si sono susseguite a scaldare il mio corpo, boh.

La mia lista pertanto cresce, ma di poco: P., G., A., S., G., C.

Tras el verano, me mudé en otra ciudad para empezar la universidad. Hasta ese momento del sexo había entendido que me gustada, que me gustaba mucho, muchísimo. Además había descubierto que era capaz de provocar unas erecciones brutales en unos instantes sin tener que decir o hacer nada, era suficiente una mirada. Una mirada de guarra exaltada, claro. Y me gustaba, cómo me ponía cachona lanzar esa mirada y recibir otra en la que podía leer claramente las ganas de follarme de ahí a la eternidad.

La universidad fue un desmadre total: 5 años de examenes, viajes, alcohol, droga y penetraciones, con algún que otro intervalo sáfico – que aconsejo a todas las mujeres experimentar, pero nunca con la chica de vuestro mejor amigo que si no él acaba ofendiéndose y no os deja nunca más la moto. De todas formas no fueron todos rollos de una noche y ya, con algunos/as tuve relaciones durante semanas e incluso meses, así que recuerdo los nombres y las caras, A., S., G. y C., pero sólo porque la amistad implica tenerse que acordar de los nombres de los amigos, no porque yo quiera. Por el contrario los nombre de las demás personas que han ido sucediéndose en la tarea de calentar mi cuerpo, ni idea.

Mi lista por lo tanto crece, pero muy poco: P., G., A., S., G., C.

©Tina Lugo

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Terminata l’università è successo il casino perché mi sono innamorata e ho iniziato una relazione lunga, lunghissima e ho smesso di scopare. Anche di quest’ultima persona ricordo il nome, D., e di lui ho ancora vivo ogni più piccolo gesto, smorfia, sorriso, sguardo, carezza e pacca sul culo, e fresche le ferite che mi ha lasciato l’esserci detti addio, più di un mese fa.

J., T., X., G., B. A., L., H., M., R. eccoli qua, sono i fantastici 10 della settimana scorsa. Credo. Ho dei dubbi su tre di loro ma tanto che importanza hanno dei banali nomi nell’immenso mare di sborra in cui ho felicemente ripreso a navigare? E allora fanculo la lista, preferisco lasciarmi andare alle onde del mare.

Acabada la universidad hubo un follón porque me enamoré y empecé una relación larga, largísima y paré de follar. De esta última persona también recuerdo el nombre, D., y de él todavía tengo vivo cada más pequeño gesto, mueca, sonrisa, mirada, caricia y azote en el culo, y frescas las heridas que me ha dejado tener que decirnos adiós, hace unas semanas.

J., T., X., G., B. A., L., H., M., R. aquí están, son los fantásticos diez de la semana pasada. Creo. Tengo dudas sobre tres de ellos, pero, al fin y al cabo, ¿qué importancia tienen unos banales nombres en el inmenso mar de corrida en el que he vuelto felizmente a navegar? Y entonces a tomar por culo la lista, prefiero dejarme llevar por las olas del mar.