La grammatica rende aridi / La gramática nos hace áridos

[IT+ES] tumblr_na7hilq6Au1rotipro1_500

È da vari giorni che ci scambiamo sguardi molto eloquenti, il messaggio più innocente sembra dire “anale compreso”. Ma la situazione è molto complicata, c’è sempre tanta gente e poi ci sono molte donne che lo circondano, magari qualcuna è addirittura la sua compagna. Sta di fatto che ancora non abbiamo avuto modo di parlare e ogni volta che c’è stata l’occasione ci siamo solo detti “ciao, come va”, come due quindicenni alle prime armi, o due trentenni rincoglioniti.

Oggi però sono determinata a scoprire almeno il suo nome, un piccolo passo inutile per un uomo, ma un balzo da gigante per la mia penetrazione (semi cit.). Arrivo nel luogo dell’incontro, eccolo tra la folla che mi manda come al solito sguardi ammiccanti, io ricambio timidamente leccando il palo delle luce. Ma è troppo distante e non posso fare granché. Il resto prosegue così, tra uno sguardo e un sorriso a distanza, tante bestemmie da parte mia e un’insistente fibrillazione da parte della mia vagina. Ahimè, la serata volge al termine senza alcun progresso.

Hace muchos días que nos mandamos miradas muy elocuentes, el mensaje más inocente parece decir “anal incluido”. Pero la situación es muy complicada, siempre hay un montón de gente y también muchas mujeres que lo rodean, alguna podría ser incluso su pareja. El hecho es que todavía no hemos tenido la oportunidad de hablar y, cada vez que ha surgido la posibilidad, sólo nos hemos dicho “hola, qué tal”, como dos quinceañeros aún sin experiencia, o dos trentañeros agilipollados.

Hoy, sin embargo, estoy determinada a descubrir por lo menos su nombre, un pequeño paso inútil para un hombre, pero un gran salto para mi penetración (semi cit.). Llego al sito del encuentro, ahí está entre la multitud y, como siempre, me manda miradas arrebatadoras, yo se las devuelvo tímidamente lamiendo el palo de la luz. Pero está muy lejos y no puedo hacer mucho. El resto sigue así, entre una mirada y una sonrisa a distancia, muchas blasfemias por mi parte, y una fibrilación insistente por parte de mi vagina. Desafortunadamente la noche llega a su fin sin ningún avance.

Rientro a casa un po’ amareggiata perché era l’ultima occasione prima delle vacanze, e me la sono fatta sfuggire così.

Ma poi ecco venir fuori la vena da quindicenne alle prime armi del giorno d’oggi, con uno spirito da zoccola già ben radicato dentro. Facebook, lo cerco là, anche se non so bene come fare, continuo a non sapere il suo nome né quello delle persone che solitamente stanno con lui; ma il bisogno (di scopare) aguzza l’ingegno e così passo al setaccio le migliaia di foto di una pagina di cui sono sicura sia fan, dev’essere taggato in qualcuna per forza.

Ed eccolo lì, ‘sto fregno impressionante. Senza pensarci su troppo invio la richiesta di amicizia e dopo pochi secondi mi arriva la notifica: finalmente siamo amici!

“Mi sto vergognando tantissimo, scusami se mi sono permessa di cercarti su facebook, non ho potuto resistere. Sono la ragazza italiana”
“Quella degli occhioni, ti o ben presente”

Per un attimo mi si paralizza il cuore e ho voglia di strapparmi gli occhioni. “O” senza “h”, non ci posso credere. Giustifico la cosa pensando che sia un errore di battitura, per favore che sia un errore di battitura.

“Scusami se non o potuto fare ammeno di guardati”

Oh Cristo, altri errori di battitura. O la sua tastiera ha delle forti lacune linguistiche o glielo sta facendo apposta per far sembrare lui un ignorate, fisso che è così. Tastiera cattiva.

“Mi sembra di aver ricambiato tutti i tuoi sguardi”
“Sembra di si”

Ok, è solo uno stupido e insignificante refuso, non devo badare a quel “si” affermativo privo di accento, non conta un cazzo. È la tastiera.

“Da cuanto tempo vivi in Spagnia?”
“Da 8 anni. Tu sei di Barcellona?”
“Si, nato e cresciuto cua”

Eddai, no. Tastiera cattiva, continuo a ripetermi.

Terminiamo la conversazione dopo un centinaio di altri orrori grammaticali, tutti contenuti in un’unica frase di 10 parole, tra l’altro. La mia libido nel frattempo si è tolta la tuta in lattice e ha indossato un pigiama in flanella con orsetti e cuoricini e rutta pesantemente.

Vuelvo a casa un poco amargada porque esa era la última oportunidad antes de las vacaciones, y la he dejado escapar así. Sin embargo, me sale la vena de quinceañera de hoy en día, con un espíritu de puta ya muy radicado dentro. Facebook, lo busco ahí, si bien no sé cómo hacerlo, sigo sin conocer su nombre ni los de los que siempre están con él; pero la necesidad (de follar) agudiza el ingenio y así paso por el tamiz las miles de fotos de una página de la que estoy segura es un fan, debe de estar tageato en alguna seguro. Y ahí está, ese pedazo de tío buenorro. Sin pensármelo demasiado envío la solicitud de amistad y tras unos segundos me llega la notificación: ¡por fin somos amigos!

“Me está dando mucha vergüenza, perdóname si te he buscado en el Facebook, no he podido resistirme. Soy la chica italiana”  “La de los ojazos, se bien kien eres”

Por un momento se me paraliza el corazón y me entran ganas de arrancarme los ojos. “Quien” con “K”, no puedo creérmelo. Lo justifico pensando que es un error tipográfico, ¡por favor que sea un error tipográfico!

“Disculpa si no e podido evitar hecharte unas miradas”

Oh Dios, otros errores tipográficos. O su teclado tiene unas lagunas lingüísticas muy fuertes o lo está haciendo a propósito para hacerle quedar mal, seguro que es así. Teclado malvado.

“Me parece que te he devuelto todas las miradas”
“Eso pareze”

Ok, sólo es una pequeña errata, no tengo que prestar atención a esa “z” enchufada así, no cuenta nada. Es el teclado.

“Ace cuanto tempo vibes en España?”
“Hace 8 años. ¿Eres de Barcelona?”

“Si, nacido y crecido aki”

Joder, no. Teclado malvado, sigo repitiéndome.

Terminamos la conversación después de un centenar de otros horrores gramaticales, todos contenidos en una sola frase de 10 palabras, entre otras cosas. Entre tanto mi libido se ha quitado el mono de látex y se ha puesto un pijama de franela con ositos y corazoncitos mientras se tira unos eructos muy gordos.

Il giorno dopo mi manda un messaggio, vuole andar a prendere qualcosa da bere con me. Prima però mi fa sapere di essere fidanzato e di convivere con lei. Per me tanto meglio, io gradirei solo una/20 bottarelle. La sua situazione sentimentale non mi disturba affatto, quello che prendo in prestito lo restituisco sempre; non sopporto che non sappia scrivere. Il mio dibattito interiore termina quando ripenso a quant’è BONO!!1!! e allora accetto nonostante il giorno prima mi abbia obbligato a lacerarmi le pupille con una lametta arrugginita. In fondo non deve mica scriversi poesie d’amore sull’uccello.

Arrivo all’appuntamento prima di lui. Prendo posto nella terrazza del bar e ordino da bere. Dopo pochi minuti arriva sulla sua Vespa, ma-donna che figo da paura, non ho più alcun dubbio: chi se ne fotte della grammatica! Mi convinco che tanto è solo un altro obbligo impostoci dai grandi poteri per tagliare le ali alla fantasia e alla creatività, e alle mie pulsioni sessuali. L’ignoranza non esiste quando c’è di mezzo la possibilità di trovarsi in posizione carpiata con uno come lui.

Ci siamo detti che, per rispetto alla sua compagna, tra di noi non potrà succedere nulla, si beve solo qualcosa insieme e punto. Ma Satana non è tanto d’accordo con noi, anzi, con lui, considerato che Satana sono io. Così all’inizio evitiamo di guardarci troppo a lungo negli occhi perché il passo da parlare di sua nonna gravemente malata, costretta su una sedia a rotelle e con dolori lancinanti allo stomaco ormai colmo di metastasi all’avere la bocca strabordante del suo sperma è veramente breve.

Al día siguiente me envía un mensaje, quiere salir a tomar algo conmigo. Antes de todo me informa de que tiene pareja y convive con ella. Para mí mejor, yo agradecería sólo de uno a vente polvos. Su situación sentimental no me molesta para nada, lo que tomo prestado siempre lo devuelvo; no aguanto el hecho de que no sepa escribir. Mi debate interno termina cuando pienso de nuevo en lo BUENO QUE ESTÁ!!!!! y entonces acepto aunque el día anterior me haya obligado a desgarrarme las pupilas con una cuchilla oxidada. En el fondo no tiene que escribirse poemas de amor en la polla.

Llego a la cita antes que él. Tomo asiento en la terraza del bar y pido algo para beber. Tras unos minutos llega encima de su Vespa, joder qué pibonazo de la hostia, ya no me quedan dudas: ¿qué coño me importa la gramática? Me convenzo de que es otra obligación por parte de los grandes poderes para cortar las alas a la fantasía y a la creatividad, y a mis pulsiones sexuales. La ignorancia no existe cuando cabe la posibilidad de encontrarse en posición carpada con uno como él.

Nos hemos dicho que, por respeto a su pareja, entre nosotros no podrá pasar nada, nos tomamos algo juntos y punto. Sin embargo Satanás no está muy de acuerdo con nosotros, o bien, con él, considerando que Satanás soy yo. Así, al principio, evitamos mirarnos demasiado tiempo a los ojos porque el paso entre hablar de su abuela gravemente enferma, forzada a estar en una silla de ruedas con unos dolores punzantes en el estómago lleno de metástasis al tener la boca desbordante de su esperma, es muy corto.

Non so dire con esattezza come sia avvenuto il passaggio dalla terrazza del bar alla mia camera da letto, o da sua nonna morente a “scopiamo?”, so solamente che quello sconosciuto dalla sembianze di un adone sta per rendermi felice. La foga è tanta, la sua erezione pure, io ho ruscelli che mi scorrono tra le gambe, o forse mi sono proprio pisciata addosso dall’emozione, che importa. Gli levo gli slip e mi inchino per accogliere il suo pene voglioso in bocca… mentre sto per compiere quest’atto impuro, scorgo un tatuaggio sull’intera lunghezza del suo pene:

“I’M THE KING OF THE WORD”

Scoppio a ridere, mentre la mia libido sghignazza e mi mostra il dito medio. In pochi secondi divento più secca del deserto del Gobi, o di Rita Levi Montalcini nei suoi ultimi 160 anni di vita. Non ce la posso più fare ma non sapendo come dirglielo, fingo di essere morta.

Alla fine va via, dopo essersi fatto una sega sul mio cadavere e aver lasciato un bigliettino con su scritto “anche da morta mi ai dato grandi sodisfazzioni”.

Ecco, ha utilizzato proprio la penna difettosa, penso.

No sé decir con exactitud cómo ha sido la transición entre la terraza del bar a mi habitación, o de su abuela moribunda a “¿follamos?”, lo único que sé es que ese desconocido con aspecto de adonis está a punto de hacerme feliz. El ímpetu es brutal, su erección también, yo tengo arroyos que fluyen entre mis piernas, o quizás me he meado encima por la emoción, qué importa. Le quito los calzoncillos y me inclino para acomodar su pene codicioso en mi boca… cuando estoy a punto de cumplir este acto pecaminoso, veo un tatuaje en toda la longitud de su pene:

“I’M THE KING OF THE WORD”

Estallo en una carcajada, mientras mi libido se ríe mostrándome el dedo medio. En unos segundos estoy más seca que el desierto del Gobi, o de Rita Levi Montalcini durante sus últimos 160 años de vida. Ya no puedo con él, pero no sabiendo cómo decírselo, finjo estar muerta.

Al final se va, después de haberse cascado una paja encima de mi cadáver y haberme dejado una nota con escrito “también de muerta me as dado grandes satisfaziones”.

Ya ves, ha utilizado propio el boli defectuoso, pienso.