Chiacchiere da bar con Luis Quiles / Charlas de bar con Luis Quiles

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Lo so, vi sono mancata ma non ve n’eravate resi conto, mi capita la stessa cosa quando dimentico di indossare le mutandine prima di uscire da sola, la notte, sulla tangenziale e finché qualcuno non mi chiede “quanto prendi?” non me ne rendo conto. Comunque sono 150€.

Ma sorvoliamo, sono tornata perché il dovere mi ha chiamata: “Pronto?” – “Ehi, ciao, sono il Dovere” – “Ah, ciao, che dici di bello?” – “Ho pensato di tornare da te” – “Ah bene… e chi ti ha detto che io ti rivoglia tra i piedi” – “E a te chi ha detto che tu debba acconsentire? La mia sarà un’occupazione forzosa perché la tua situazione è talmente grave che non ho altra scelta”.

E come dare torto al Dovere? Basti pensare che è da più di due mesi che sono in possesso di circa 3 ore di materiale audio che racchiudono un’intervista ad uno straordinario e talentoso illustratore, Luis Quiles, ma mi pensa troppo il culo sono incapace di estrapolarne le parti interessanti e scrivere il pezzo. Per questo motivo, spinta da un senso del dovere impostomi da stocazzo, ho deciso che, invece di riascoltare 3 ore di conversazione, mi inventerò l’intervista: “Dovere, pronto, ci sei?” – “Sì, dimmi pure” – “Hai visto che ho trovato il modo di raggirarti” – “Sì, sei proprio una stronza” – “Lo so, grazie” – “Figurati”.

Luis Quiles, illustratore spagnolo molto discusso in rete per immagini come questa:

Ya lo sé, me habéis echado de menos pero no os habíais dado cuenta. Me pasa lo mismo cuando se me olvida ponerme las bragas antes de salir sola, por la noche, en la zona industrial, y hasta que alguien no me pregunta “¿cuánto la hora?” no me doy cuenta. De todas formas son 150€.

Pero sobrevolemos este tema, he vuelto porque el deber me ha llamado “¿Diga?” – “Hola, qué tal, soy el Deber” – “Ey, hola, qué te cuentas?”- “He pensado volver a verte” – “Ah, muy bien… y, ¿quién te ha dicho que yo quiera que vuelvas?”- “¿Y a ti, ¿quién te ha dicho que tú tengas que consentirlo? La mía será una ocupación forzosa porque tu situación es tan grave que no me queda otra opción”.

¿Y cómo decirle al Deber que se equivoca? Basta pensar que, desde hace más de dos meses, tengo grabadas unas 3 horas y pico de material audio que encierran la entrevista a un extraordinario y talentuoso ilustrador, Luis Quiles, pero me pesa demasiado el culo soy incapaz de extrapolar las partes interesantes y escribir la pieza. Por esta razón, empujada por un sentido del deber al que me obliga la puta nada, he decidido que, en lugar de escucharme las 3 horas de grabación, me inventaré la entrevista: “Deber, hola, estás ahí?” – “Sí, dime” – “Has visto que he encontrado la manera de embaucarte?” – “Sí, en serio, eres una capulla” – “Lo sé, gracias” – “No hay de que”.

Luis Quiles, illustrador español del que se habla mucho en la red por imágenes como esta:

luis quiles illustrazione bambino nero che mangia la bibbia

questa / esta:

Luis Quiles_ Against homophobia illustrazione contro l'omofobia teletubbies

o questa / o esta:

Luis Quiles_ illustrazione per uguaglianza di genere, la chiesa non rispetta la donna

(anche se noi italiani dovremmo conoscerlo per questa:)

(si bien nosotros, los italianos, tendríamos que conocerle por esta:)

Luis Quiles_ illustrazione berlusconi

è una persona timida, durante i primi 5 minuti, sarcastica, dall’inizio alla fine, e senza peli sulla lingua, ma non escludo che si depili anche altre parti del corpo. Mi racconta di essere un sociopatico – e come biasimarlo? -, che se non fosse stato per l’illustrazione probabilmente avrebbe fatto una brutta fine e che è grazie ad essa che riesce a colmare quel fastidioso senso di solitudine che alberga in molti di noi: “Sono un illustratore perché non so fare altro e perché ne ho bisogno”, per utilizzare le sue stesse parole. (Saranno davvero parole sue? Mah.) 

Poi viene fuori che fa questo mestiere anche perché “voglio fare riflettere alcuni e far incazzare altri”, ed è in questo momento che mi alzo, gli faccio un applauso e mi inchino a lui, senza doppio senso. Oppure sono 150€, come già detto.

es una persona tímida, durante los primeros 5 minutos, sarcástica, desde el principio hasta el final, y sin pelos en la lengua, aunque no excluyo que se depile también otras partes del cuerpo. Me cuenta que es un sociópata – ¿y cómo reprobárselo? – que si no hubiera sido por el arte posiblemente hubiera acabado mal y que es gracias a él que puede colmar aquella molesta sensación de soledad que alberga en muchos de nosotros: “Soy un ilustrador porque no sé hacer otra cosa y porque lo necesito”, para utilizar sus mismas palabras. (¿Serán realmente palabras suyas?)

Después sale a relucir que se dedica a esta profesión también porque “quiero hacer pensar algunos y joderle a otros”, y es en ese preciso momento en que me levanto, le aplaudo y me inclino ante él, sin doble sentido. Sino son 150€, ya está dicho.

luis quiles illustrazione religione ruolo della donna sottomessa patriarcato

Tra una chiacchiera e l’altra scopro anche che Luis è un pervertito “ma inoffensivo, perché sono super educato. Se dovessi chiederti qualcosa di perverso, te lo chiederei per favore”, riferendosi alle pose delle sue modelle, molto spesso ritratte in situazioni, come dire, sessualmente suggerenti. Difatti il suo lavoro, oltre ad includere delle lucide e brillanti critiche alla società odierna , si caratterizza per, in ordine sparso: tette, pompini e sborrate.

In una società in cui l’immagine è tutto e dove l’eterna lotta tra il voler mostrare a) quello che crediamo di essere, b) quello che vorremmo essere, c) quello che vorremmo che gli altri pensino che siamo, d) dire, fare, baciare, marcate la vostra casella, il bisogno di apparire, di dare un’immagine pubblica di sé che alimenti e lusinghi costantemente il proprio ego viene fomentata ancor più dalla presenza ossessiva dei social networks. Per questo motivo, quando Luis mi racconta di ricevere ogni giorno le foto di numerose ragazze desiderose di essere ritratte da lui, possibilmente nude o almeno un po’ nude, non mi stupisco affatto. Tutte vogliono la sua illustrazione per poi postarla su Instagram, Facebook, Twitter e Ilmioegoèobeso.com ed essere così ammirate e apprezzate dai loro followers, amici e seguaci segaioli: “guardami, oltre ad essere figa sono anche una donna emancipata”. Sì, certo.

“A me sta bene che mi inviino foto di nudo, però nel fondo non mi cambia granché. Mi rendono il lavoro più divertente, ma internet è pieno di ragazze nude. Per esempio, una ragazza che aveva posato nuda io l’ho disegnata vestita. Nelle foto si vedevano le tette, io gliele ‘ho coperte”. “Quindi nascondi due tette però poi disegni sborrate in faccia come se fosse perennemente la stagione delle piogge, perché?” “In molti mi dicono di essere particolarmente esplícito nel mio lavoro, un po’ “bestia”. Allora mi sono fermato a pensare… per esempio, non ho mai disegnato una coppia che fa sesso” “E lo farai?” “Se non l’ho fatto è perché non mi è mai interessato; preferisco giocare con cose che implicano che c’è stato del sesso, senza mostrarlo. Lo sperma per esempio non serve neanche a questo, è un elemento molto semplice che puoi aggiungere a qualsiasi disegno e ottieni un impatto su chiunque senza doverti “sforzare” granché”.

Entre una charla y otra, descubro que Luis es un pervertido “pero inofensivo, porque soy súper educado. Si tuviera que pedirte algo de perverso, te lo pediría por favor”, refiriéndose a las poses de sus modelos, muy amenudo dibujadas en situaciones, cómo decirlo, sexualmente sugerentes. De hecho su trabajo, además de incluir unas lúcidas y brillantes critícas a nuestra sociedad, se carateriza por, en orden casual: tetas, mamadas y corridas.

En una sociedad en la que la imagen lo es todo y donde la eterna lucha entre querer mostrar a) lo que creemos que somos, b) aquello que nos gustaría ser, c) aquello que nos gustaría que los demás piensen que somos, d) sol, amor, cariño, marcad vuestra casilla, la necesidad de aparentar, de dar una imagen pública que alimente y halague costantemente a nuestro ego se fomenta aún más con la presencia obsesiva de las redes sociales. Por esta razón, cuando Luis me cuenta que cada día recibe las fotos de muchas chicas que quieren ser ilustradas por él, posiblemente desnudas o al menos un poco desnudas, para nada me sorprendo. Todas quieren una ilustración suya para luego subirla en Instagram, Facebook, Twitter y Miegoesobeso.com y así ser admiradas y apreciadas por sus followers, amigos y pajilleros seriales: “mírame, además de ser un pivón soy también una mujer emancipada”. Sí, claro.

“A mí me parece bien que me envíen fotos desnudas, pero en el fondo me da un poco igual. Me hace el trabajo más divertido, pero internet está lleno de mujeres desnudas. Por ejemplo, una chica que había posado desnuda yo la dibujé con ropa. En la foto se ven las tetas, yo se las he tapado”. “Por lo tanto escondes a dos tetas pero dibujas corridas come si fuera perennemente la temporada de lluvias, ¿por qué?” “Muchos me han dicho que soy particularmente explícito en mi trabajo, un poco bestia. Entonces me he parado a pensar… por ejemplo, nunca he dibujado a una pareja follando” “Y lo harás?” “Si no lo he hecho es porque nunca me ha interesado; prefiero jugar con cosas que implican que ha habido sexo, sin mostrarlo. Las corridas, por ejemplo, ni sirven para eso, son un recurso muy sencillo que puedes añadir a cualquier dibujo y tiene un impacto sobre la gente sin tener que “esforzarte” demasiado”.

Luis quiles illustrazione sperma

Ed è così che arriviamo a parlare di come, se da una parte una cosa così naturale come lo sperma scandalizzi, turbi, inibisca e dispensi vergogna, dall’altra immagini di violenza e crudeltà passano praticamente inosservate, non creano disagio in chi le vede: “Ho fatto un’illustrazione riguardante questo argomento: pensa alla tipica posa da film porno, la ragazza in ginocchio, il pene davanti alla faccia e sperma ovunque. Io l’ho modificato: dove c’era il pene ho messo una pistola e al posto dello sperma, del sangue. Beh, non c’è stato nessun problema o censura, nessuno mi ha detto niente per questo disegno e il problema sta proprio qua: come siamo arrivati ad accettare una pistola davanti alla faccia di una donna e del sangue sul suo volto come qualcosa di normale e un cazzo con dello sperma, che è una cosa naturale, come offensivo? Lo trovo molto grave, dimostra come la violenza sia passata ad essere qualcosa di naturale, di socialmente condiviso e accettato”.

Y es así que llegamos a hablar de cómo, si por un lado una cosa tan natural como el esperma escandaliza, trastorna, inhiba y dispensa vergüenza, por otro, imágenes de violencia y crueldad pasan desapercibidas, no incomodan a quien las vee: “Hice una ilustración sobre este tema: piensa en la típica pose de película porno, la chica de rodillas, el pene delante de la cara y esperma por todos los lados. Yo lo modifiqué: donde estaba el pene puse una pistola, y donde estaba el esperma, la sangre. Pues, no tuve ni problemas ni censuras, nadie me dijo nada por ese dibujo y el problema está exactamente aquí: cómo hemos llegado a aceptar una pistola delante de la cara de una mujer con sangre en su cara como algo normal, y una polla con esperma, que es algo natural, como ofensivo? Lo encuentro muy grave, demuestra como la violencia ha pasado a ser algo natural, socialmente compartido y aceptado”.

Luis quiles illustrazione spera sulla faccia censura

Giunti a questo punto, se non invento male, la cameriera ci interrompe portandoci il bis di caffè macchiato per Luis e succo di pesca per me. Ultimamente la mia vita fa così schifo che sono finita a bere il succo di pesca. Ma anche perché in Spagna non vendono il succo di pera. Che problema avete con le pere voi spagnoli, me lo spiegate? Lo chiedo direttamente a Luis “perché credi che nessun bar, nessun supermercato, nessuno cazzo di posto ti venda del succo di pera in Spagna, eh, lo sai?” – “credo che dipenda da fattori socio-culturali: le pere in Spagna le utilizziamo per la sangría”. (Sarà davvero la risposta di Luis? Mah.)

Dopo le pere passiamo in rassegna argomenti come la stupidità umana – che casualità -, la religione – toh, un’altra casualità -, il bisogno di rimanere persone umili e con la testa sulle spalle nonostante il successo, e poi l’immigrazione, le banche, la crisi e, dulcis un fundo, la censura nell’arte quando si tratta di sesso. Eh sì perché a Luis capita spesso di essere censurato, su Deviant Art per esempio lo censurano un giorno sì e l’altro sempre. Così mi spiega che una volta ha dichiarato guerra aperta agli amministratori del sito pubblicando questa illustrazione, accompagnata dal testo:

“Questo lavoro riguarda la pesante censura sul sesso vigente nei social networks e soprattutto qua, una pagina web che pensavo si dedicasse all’arte. Ora censurate questo!”:

Llegados a este punto, si mal no invento, la camarera nos interrumpe trayéndonos el bis de caffé cortado para Luis y un zumo de melocotón para mí. Mi vida últimamente da tanto asco que he acabado tomando zumo de melocotón. Pero también porque en España no venden zumo de pera. ¿Qué problema tenéis con las peras los españoles, me lo explicáis? Se lo pregunto directamente a Luis “¿por qué crees que ningún bar, ningún supermercado, ningún jodido sitio vende el zumo de pera en España, eh, lo sabes?” – “Supongo que depende de factores socioculturales: en España las peras las utilizamos para la sangría”. (¿Será ésta la verdadera respuesta de Luis?…)

Tras las peras pasamos en reseña temas como la estupidez humana – qué casualidad -, la religión, -vaya, otra casualidad -, la necesidad de continuar siendo humildes y con la cabeza en los hombros a pesar el éxito, y luego la inmigración, los bancos, la crisis y, dulcis in fundo, la censura en el arte cuando trata de sexo. Ya, porque a Luís le pasa muy a menudo esto de ser censurado; en Deviant Art, por ejemplo, le censuran un día sí y un día siempre. Así me explica que una vez declaró guerra abierta a los administradores de la página publicando esta ilustración, acompañada por este texto:

“Este trabajo trata sobre la pesante censura del sexo en las redes sociales y en modo particular aquí, una página que me pensaba tratase de arte.¡Ahora censurad esto!”:

illustrazione sulla censura nell'arte e su deviantart

Insomma, con questo disegno non solo non si becca la censura, ma ottiene la diffusione e promozione dello stesso da parte di Deviant Art. In un solo giorno ottiene più di 10.000 visite e chilometri di commenti da parte di altri artisti che appoggiano e condividono la sua battaglia. Ma Luis rimane dell’idea che gli amministratori della pagina abbiano reagito così solo perché “volevano calmarmi, pensa che in 3 anni non mi hanno mai cagato di pezza, poi pubblico un disegno in cui critico il funzionamento della loro web e mi pubblicizzano. Mi sembra strano”. Molti di voi potrebbero non essere d’accordo con Luis, anche perché a volte è molto difficile distinguere la sottile linea che separa arte e pornografia, però ritorneremmo sempre a ciò che si diceva qualche linea più su: via libera alle immagini di violenza e no a quelle di sesso, perché?

Luis termina il suo caffè macchiato ed io il fottuto succo di pesca. Ordiniamo un altro giro e succede quello è normale che succeda: finiamo a parlare di figa e dell’amore che Luis ripone in essa. Così mi fa vedere questa illustrazione:

Bueno, con este dibujo no sólo no le censuran, sino que Deviant Art le da difusión y le promociona. En un día consigue más de 10.000 visitas y kilómetros de comentarios por parte de otros artistas que apoyan y comparten su pensamiento. Sin embargo, Luis se queda con la idea de que han reaccionado así sólo porque “querían calmarme; mira, han pasado de mí más de 3 años y me promocionan justo después de publicar un dibujo en el que critico cómo funciona la web. Me parece raro”. Muchos de los que estáis leyendo podríais no estar de acuerdo con Luis, también porque a veces es muy difícil distinguir la sutíl línea de separación entre el arte y la pornografía, pero igualmente volveríamos a lo que se decía un poco más arriba: vía libre a las imágenes de violencia y no a las de sexo, ¿por qué?

Luis termina su cortado y yo la mierda de zumo de melocotón. Pedimos otra ronda y pasa lo que es normal que pase: acabamos hablando de chirris y del amor que Luis siente por ellos. Así me enseña esta ilustración:

Luis quiles, amore per le donne

“È un autoritratto, anche se sono di spalle. Risale a quando non avevo ancora scoperto l’esistenza della donna sulla terra e mi bastavano una matita e un foglio bianco per essere felice. Oggi mi risulta difficile non associare l’arte alla donna e la donna all’arte. Credo che se non esistessero le donne sarebbe molto difficile trovare dei motivi per disegnare”.

“Es un autoretrato, aunque esté de espaldas. Es de cuando aún no había descubierto que la mujer existía en la tierra, y me bastaba con un lápiz y un folio en blanco para ser feliz. Ahora me cuesta desasociar al arte de la mujer y a la mujer del arte. Creo que si no existieran las mujeres me costaría un ratazo encontrar motivos para dibujar”

luis quiles cancer de mama, cancro al seno

Breast Cancer

Luis quiles against ablation

Against ablation

luis quiles illustrazione contro la schiavitù sessuale e in generale

Slaveland

Luis quiles

All women are beautiful

Ma come già detto poc’anzi, oltre al gentil sesso, il mondo di Luis Quiles racchiude una miriade di sguardi e riflessioni sulla condizione dell’essere umano. Eccone una piccola mostra, e preferisco non aggiungere altro perché le immagine parlano benissimo da sole:

Ya dije que, además de las mujeres, el mundo de Luis Quiles encierra una multitud de miradas y reflexiones sobre la condición del ser humano. Aquí va una pequeña muestra, y no hace falta que diga nada más, las imágenes hablan perfectamente por sí solas:

R-Evolution

R-Evolution

luis quiles illustrazione pillole antidepressivi case farmaceutiche

The pharmabukkake

luis quiles illustrazione toro sangue corrida

luis quiles illustrazione bambina gioventù hitleriana e bambino ebreo

Holovecaust

Nonostante l’appassionatissima conversazione, io inizio a mostrare i primi segni di malessere dovuti all’ormai 5º succo di pesca, mentre Luis, che nel frattempo ha raggiunto il traguardo del 6º caffè, inizia ad arrampicarsi sulle pareti del bar. Per fortuna è ora di andar via, ché sennò finisce che io inizio a vomitarmi addosso e Luis ha la prima di una lunga serie di convulsioni proprio davanti a me. No grazie.

Ma prima di chiudere il pezzo, voglio riprendere un momento il discorso della superficialità e del bisogno di mostarsi in pubblico perché c’abbiamo l’ego col verme solitario. Ecco due illustrazione mie che ha fatto Luis. La prima nasce da questa conversazione, che dimostra quanto io sia una donna emancipata: “Luis, una volta su facebook ti lamentavi del fatto che molte persone vogliano le tue illustrazioni gratuitamente, e facevi l’esempio di una ragazza che ti diceva appunto che non ti avrebbe pagato, ma che in compenso avrebbe pubblicato l’illustrazione su Instagram per farti pubblicità. Terminavi dicendo: “ho pensato di chiederle se mi fa una sega gratis e dopo carico il video su Instagram per farle pubblicità. Chi si dedica al disegno sa di cosa parlo”. Ecco Luis, la mia domanda è questa: io non mi dedico al disegno però so fare le seghe, mi disegneresti?” “Sì” “Stavo scherzando” “Io no” “Ah”

A pesar de la apasionadísima conversación, empiezo a tener los primeros síntomas de malestar debido al ya 5º zumo de melocotón, y Luis, que entre tanto ha llegado a la meta del 6º caffé, ha empezado a subirse por las paredes. Por suerte es hora de marcharse, que si no esto acaba conmigo vomitándome encima y Luis teniendo la primera de una larga serie de convulsiones justo delante de mí. No gracias.

Antes de acabar la pieza, quiero volver un momento al discurso de la superficialidad y de la necesitad de mostrarse en público porque tenemos el ego con lombriz solitaria. He aquí dos ilustraciones de mí que ha hecho Luis. La primera surge de esta conversación, que demuestra cuánto soy una mujer emancipada: “Luis, una vez en Facebook te quejabas de que muchas personas quieren tus ilustraciones gratuitamente y, dabas el ejemplo de una chica que te decía que no te hubiera pagado pero que en cambio publicaría la ilustración en Instagram para hacerte publicidad. Terminabas diciendo: “he pensado preguntarle si me haria una paja gratis, que luego subo el video a Instagram para hacerle publicidad. Creo que cualquiera que se dedique al dibujo sabe de que hablo”. Bien Luis, mi pregunta es ésta: yo no me dedico al dibujo pero se hacer pajas, me dibujarías?” “Sí” “Estaba bromeando” “Yo no” “Ah”

luis quiles illustrazione masturbazione uomo, sega,

C’è scritto “deal”, capite? E io stavo scherzando, è chiaro? E poi…

…COME LO DEVO DIRE CHE SONO 150€?

La seconda appartiene a quest’altro messaggio: “Dalla foto che ti ho fatto ieri ne è venuto fuori questo bozzetto. Non mi chiedere cosa voglia dire perché non lo so”:

Está escrito “deal”, ¿entendéis? Y yo estaba bromeando, ¿está claro? Y además…

¿CÓMO TENGO QUE DECIR QUE SON 150€?

La segunda pertenece a este mensaje: “De la foto que te saqué ayer me ha salido este boceto . No me preguntes qué significa que ni yo lo sé”

luis quiles illustrazione cane dog perro tette erotic art drops

Ecco, non facciamoci domande, sappiate solo che a Luis non gliel’ho data.

Eso es, no nos hagamos preguntas, sabed solamente que Luis no me ha probado.

150€.