It’s time

[IT]
Io non giudico chi vuole sposarsi, in fondo è risaputo che la stupidità umana non ha limiti. Nonostante ciò, ritengo giusto e sacrosanto il diritto per ognuno di scegliere cosa fare della propria vita, e dunque, se uno se la sente di rovinarsela, chi sono io per giudicarlo? (cit.). Ecco, a me dispiace tanto per chi ha bisogno della certificazione di uno sconosciuto per confermare il suo amore per qualcuno, o, nei casi peggiori, della certificazione di un uomo vestito in modo ridicolo che va in giro dicendo di essere il rappresentante di un essere inesistente che, stando a quando ne so, predica bene e razzola da infame. Ma sorvoliamo, ho già detto che ognuno è libero di fare ciò che meglio crede, quindi anche di sposarsi. Per farlo però è necessario che gli/le venga riconosciuto ‘sto cacchio di diritto, diritto che deve essere valido per tutti indistintamente, perché ricordiamoci che SIAMO TUTTI UGUALI, ANCHE SE VI PIACE ANDARE A LETTO CON UNA PERSONA DEL VOSTRO STESSO SESSO, bere urina di rana con ghiaccio e limone o credere nel suddetto essere inesistente. (Anche se, in quest’ultimo caso, io qualche domanda me la farei. Mentre, per quanto riguarda l’urina di rana, personalmente la preferisco senza limone.)

Con tutto questo cosa avrò mai voluto dire? Non ne ho la più pallida idea, cercavo solo una scusa per pubblicare questo video.

P.S: Questo è un messaggio per gay e lesbiche: è bene che lottiate affinché vi venga riconosciuto il diritto al matrimonio civile, ma il matrimonio religioso lasciatelo proprio perdere: non dimenticatevi che la Chiesa né vi accetta né ha intenzione di farlo. Detto ancora più chiaramente: vi disprezza. A questo proposito, spero non vi siate fatti abbindolare dal quel furbacchione di Papa Francesco e dalla famosa frase che ho citato a modo mio sopra: “se una persona è gay, chi sono io per giudicarla?”, perché i media non hanno fatto altro che ometterne l’altra parte, quella che chiariva chi è il gay da non giudicare: “quello che cerca il Signore e ha buona volontà”. Semplificato: il gay non credente sì che deve essere giudicato, (schifoso pervertito, ha pensato tra sé e sé), ma comunque, aggiunge, quello credente deve essere aiutato perché s’è perso, (così appena lo ritroviamo gli diamo fuoco, ha pensato di nuovo tra sé e sé). Che tenero zio Francis, un vero stratega della presa in giro. Riporto una parte del suo discorso estrapolata dal pezzo “Papa Francesco giudica eccome“, di Luca Sappino:

«Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene».

Ma anche con questo post scriptum cosa avrò voluto dire? E che ne so, volevo riempire un po’ di spazio, il pezzo mi sembrava troppo corto.

[ES]
No voy a ser yo quién juzque a quién quiera casarse, pero ya se sabe que la estupidez humana no tiene límites. A pesar de ello, considero justo y sacrosanto el derecho de cada uno a elegir qué hacer con su propia vida, así que, ¿si a uno le apetece cagarla, quién soy yo para judgarlo? (cit.). Pues, lo siento mucho para quienes necesiten la certificación de un desconocido que confirme su amor por alguien, o, en los peores casos, de la certificación de un hombre vestido de forma ridícula que va por ahí diciendo ser el representante de un ser inexistente que, por lo que sé, predica bien y actúa como un infame. Pero dejémoslo ahí, ya he dicho que cada uno es libre de hacer lo que considere mejor, por lo tanto casarse también. Pero para hacerlo es necesario que se le reconozca este maldito derecho, un derecho que tiene que ser válido indistintamente para todos, porque recordemos que SOMOS TODOS IGUALES, INCLUSO SI OS GUSTA IR A LA CAMA CON UNA PERSONA DE VUESTRO MISMO SEXO, beber orina de rana con hielo y limón o creer en el susodicho ser inexistente. (Si bien, en este último caso, yo alguna pregunta me la haría. Mientras, en cuanto a la orina de rana, personalmente la prefiero sin limón.)

Con todo esto, ¿qué habré querido decir? No tengo ni idea, sólo buscaba una excusa para publicar el siguiente video.

P.D: Este es un mensaje para gays y lesbianas: está muy bien que luchéis para que se os reconozca el derecho del matrimonio civil, pero el matrimonio religioso dejádlo perder sin dudarlo: no os olvidéis que la Iglesia ni os acepta ni tiene intención de hacerlo. Dicho aún más claramente: os desprecia. Con respecto a esto, espero no os hayáis dejado engañar por aquel listillo de Papa Francisco y por la famosa frase que he citado a mi manera arriba:  “si una persona es gay, ¿quién soy yo para judgarla?, porque los medios no han hecho otra cosa que omitir otra parte, la que aclaraba quién es el gay a no judgar: “el que busca el Señor y tiene buena voluntad”. Simplificado: el gay no creyente sí que debe ser judgado, (asqueroso pervertido, pensó el Papa para sí mismo) pero igualmente, añade, el creyente debe ser ayudado porque se ha perdido, (así en cuanto lo encontremos le pegamos fuego, pensó otra vez). Qué tierno tío Francis, un verdadero estratega de la tomada de pelo. Reporto una parte de su discurso extraído del artículo “Papa Francisco judga, y cómo judga” [en IT], de Luca Sappino:

«Si una persona es gay busca el Señor y tiene buena voluntad, ¿quién soy yo para judgarla? No se tienen que discriminar o marginar a estas personas, lo dice también el Catecismo. El problema para la Iglesia no es la tendencia. Son hermanos. Cuando uno se encuentra perdido de esta forma hay que ayudarle, y se tiene que distinguir si es una persona de bien».

Incluso con esta postdata, ¿qué habré querido decir? Yo qué sé, quería sólo llenar un poco más este espacio, el post me parecía demasiado corto.