Donne oggetto, Linder Sterling dice no / Objectified women, Linder Sterling says no

[IT]
Potremmo dare la colpa della nascita della donna oggetto alla società dei consumi. Anzi, diamogliela pure, tanto una colpa in più o una in meno e che sarà mai. Comunque sia, a Linder Sterling non piace affatto questo elemento e nella sua retrospettiva Femme/Objet lo si dimostra abbondantemente. La critica va soprattutto all’uso indecente che la pubblicità fa della donna, rendendola un mero oggetto sessuale.

Fabrice Hergott, direttore del Museo d’Arte Moderno di Parigi, ne parla in questi termini “ne risulta una donna ideale con un corpo dalla perfezione fredda, sessualizzata al massimo e dove le capacità intellettive sono le stesse di quelle di un elettrodomestico”.

I collages della Linder, creati con immagini estrapolate da vecchie riviste ed accostate a fotografie porno o erotiche, sono, come lei stessa spiega, “una forma eccellente per scomporre il modo di vedere il mondo che ci viene imposto”.

E allora brava Linder.

Applausi per te.

[EN]
We could blame consumerist society for the birth of objectified women. Indeed, let blame it for it, one more guilt doesn’t really matter. What is sure is that Linder Sterling doesn’t like this concept and in her retrospective, called Femme/Objet, it’s largely shown. She strongly criticizes the indecent use that advertising makes out of women, making them mere sexual objects.

The director of the Paris Museum of Modern Art, Fabrice Hergott, says about Femme/Objet “what we have is an ideal woman with a perfect and cold body, sexualized to the utmost, whose intellectual abilities are the same as an electrical appliance.”

Linder’s collages are, as she explains,”an excellent way to deconstruct the way of seeing the world imposed on us”.

Applauses for her.

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